Daily: Metaponto Film Network 


#day1: Sotto il segno della Green Production, anche per i documentari.


Da sinistra: Ilaria Congiu , Nicola Ragone, Salvatore Lobreglio. In collegamento video: Nevina Satta e Alberto Battocchi. 

È iniziata ieri, 21 settembre, la seconda edizione del Metaponto Film Network, l’evento industry dedicato al genere documentario e rivolto alle opere prime di giovani autori, in corso a Metaponto fino al 23 settembre.


L’ auditorium comunale di Bernalda ha ospitato gli appuntamenti della mattina a partire dall’apertura ufficiale dei lavori in cui Angelo Troiano (Project Manager) e Matteo Pianezzi (Direttore Artistico) hanno accolto gli studenti del quinto anno dell’ Istituto d’ Istruzione Superiore e presentato le attività in programma. La proiezione del documentario “Watson” di Lesley Chilcott, incentrato sulla storia dell’attivista e co-fondatore dell’organizzazione Greenpeace, ha catturato l’attenzione della giovane platea introducendo il tema dell’ambientalismo poi ripreso nell’approfondimento “Green Production e rispetto del mare”,  organizzato in collaborazione con Flag Coast to Coast, società che promuove lo sviluppo e l'innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali in tutte le fasi della filiera dell'offerta costiera.

Il panel di confronto, moderato dal regista Nicola Ragone, ha visto gli interventi di Nevina Satta (Sardegna Film Commission), Alberto Battocchi (Trentino Film Commission- Green Film), Salvatore Lobreglio (Direttore del FLAG) e la documentarista  Ilaria Congiu, tutti concordi e fortemente convinti della necessità di cambiare la rotta verso un’economia più sostenibile a 360 gradi.


“I pescatori sono custodi e sentinelle del mare” – ha dichiarato Salvatore Lobreglio – “un’attività che rischia l’estinzione anche a causa dei cambiamenti climatici. Rivolgendosi ai giovani, ha sottolineato che molti di loro hanno recuperato l’eredità dei nonni affacciandosi all’attività della pesca con passione e imparando a vivere il mare non solo d’estate, ma come parte integrante di un territorio vivo. Ha poi aggiunto che è necessario riportare nelle scuola l’attenzione all’economia del rispetto. Attività a cui siamo tutti chiamati, perché vivere un territorio significa anche servirlo”.


Ilaria Congiu ha parlato del suo progetto “Breath”, documentario ambientato in Senegal,  e di quanto la pesca eccessiva e illegale sia dannosa per l’ecosistema. “Sono stata abituata a vivere il mare e nel tempo l’ho trovato sempre più silenzioso, spento, vuoto… Mi sono chiesta perché una penisola come l’Italia abbia necessità di importare prodotti ittici e la risposta è semplice: la domanda supera l’offerta, ma al contempo contribuisce a creare danni ambientali. Questo documentario affronta le problematiche esistenti, ma voglio che sia anche un segno di speranza perché siamo consapevoli di quanto ancora ci sia da fare, cambiare la rotta è possibile”.


Occhi puntati sulla sostenibilità anche da parte delle due film commission che da anni hanno intrapreso un percorso focalizzato a sostenere e rimodulare in chiave green il mondo della produzione.

La Sardegna Film Commission è stata pioniera in materia, come ha ricordato la Direttrice Nevina Satta: “In Sardegna, con l’alluvione del 2014, abbiamo vissuto in prima persona gli effetti del cambiamento climatico e questo ci ha dato la spinta per immaginare la possibilità di combinare la voglia di raccontare storie, che è insita nel cinema, con quella di studiare ed applicare dei protocolli green. Era necessario allestire una fucina di sperimentazione, con dei paradigmi precisi da applicare sul territorio per avviare e sostenere un’economia circolare. Allo stato attuale, parlare di protocollo green è persino riduttivo e l’idea di organizzare i set in chiave ecologica è una condizione imprescindibile. Non deve essere più una scelta, ma un adeguamento naturale e come Enti servizio dobbiamo contribuire a cercare di rendere il mondo un posto migliore“.


“Anche nell’audiovisivo è importante fare passi in avanti per ridurre l’impatto della produzione sull’ambiente” - ha concluso Alberto Battocchi - “Il disciplinare Green Film, ideato e promosso da Trentino Film Commission è uno strumento affidabile e funzionale per fornire linee guida e azioni pratiche ai produttori . E’ necessario impostare un approccio condiviso verso il problema, puntare alla collaborazione con altri territori e lavorare in network con gli altri enti”.  Alla fine del suo intervento, Alberto Battocchi ha annunciato la nascita di un disciplinare, realizzato in collaborazione con Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani per incoraggiare e sostenere la produzione green anche per il documentario, ma con requisiti e canoni meno complessi, essendo il genere meno impattante dal punto di vista climatico.


Conclusione  al Castello Torremare di Metaponto con l’accoglienza degli accreditati e la proiezione del documentario “The Rossellinis” di Alessandro Rossellini.

 

MeFN, evento satellite dell’Olbia Film Network, è organizzato dalle associazioni Lukania Sound Digital e Diero.



©Stefania Veneri - Riproduzione riservata

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