Venezia 80

Intervista a Roberto Stabile

Advisor per l’internazionalizzazione e Responsabile dei Progetti Speciali della DGCA del MiC presso Cinecittà


Fondi, occasioni di incontro tra produttori, una presenza costante nei mercati esteri e con il supporto delle Ambasciate sono solo alcune delle attività messe in campo per favorire l'internazionalizzazione dell’industria audiovisiva italiana; un processo che è in atto da diversi anni con risultati concreti sui vari fronti di intervento.

di Marta Franceschetti

Venezia 80: Focus on China - Roberto Stabile e Pan Zhi

Internalizzazione e coproduzioni con l’Estero: come sono coinvolte le società di produzione italiane?

Quello che noi cerchiamo di realizzare è creare il più possibile occasioni di incontro tra produttori e creativi, sia italiani che di altri Paesi. Non ci precludiamo nulla, nel senso che su tutti i mercati consolidati cerchiamo sempre di rafforzare le presenze, i rapporti, mantenendo una frequenza costante. Sui mercati nuovi, o emergenti, cerchiamo di capire quali possono essere le possibilità, in modo da puntare su tipologie diverse di produzione. Fondamentalmente cerchiamo di lavorare per il cinema, per la televisione e l’audiovisivo in generale, ma ci siamo accorti che in molti paesi è ancora più facile, soprattutto in quelli emergenti, presentarsi con l’animazione e i documentari che sono i generi più votati all’internalizzazione e per i quali molto spesso non c’è la barriera linguistica. Quindi in alcuni territori un po’ più difficili abbiamo visto che con il documentario e l’animazione è più facile penetrare e aprire la strada e, in un secondo tempo, arrivare con la televisione e il cinema.


Si sta puntando sui Paesi Asiatici, in che modo?

Da otto anni realizziamo a Venezia un Focus dedicato alla Cina, abbiamo aperto un Desk audiovisivo in Cina, c’è un progetto speciale del Ministero dedicato a questo Paese. Ora, sia per questioni politiche che strutturali e di diversità culturali e imprenditoriali, ci siamo resi conto che coprodurre con la Cina non è così semplice come poteva sembrare. In Cina è facile per noi distribuire dei film italiani perché abbiamo costruito un percorso abbastanza lungo collaborando con tutti i Festival; abbiamo implementato il Film Distribution Fund che, da qualche anno supporta anche le vendite in Cina, arrivando a conferire 50.000 euro a titolo distribuito in sala e 15.000 euro per le distribuzioni su piattaforma. In Cina, quindi, riusciamo ad interessare i distributori, mentre per la coproduzione è molto più difficile. Abbiamo così allargato il raggio di azione anche a tutti i paesi del Sud est asiatico, che, presi singolarmente, possono essere “piccoli mercati”, ma se intesi come macro-aree sono estremamente interessanti. Per l‘industria italiana c’è uno sviluppo grandissimo in tanti territori del sud asiatico e noi riteniamo che anche per il cinema ci siano delle possibilità economiche che giustificano degli investimenti.

Saremo presenti in Thailandia, in Vietnam, arrivando fino alla Corea e al Giappone, cercando di creare delle azioni mirate a sensibilizzare le produzioni locali e i distributori.

Fondamentalmente, seguiamo tre linee: la prima è quella di creare occasioni di incontro tra i produttori italiani e stranieri, quindi di incrementare il più possibile le occasioni di incontro e conoscenza per sviluppare le coproduzioni. La seconda linea è quella di supportare la circolazione del prodotto finito: il Film Distribution Fund, in questo senso, supporta chi compra i nostri film e li porta in sala e su piattaforma. La terza linea è quella di presentare e vendere l’Italia come territorio dove venire a girare. Abbiamo delle location meravigliose, delle Film Commission che forniscono dei servizi di primario livello, dei fondi dello Stato estremamente validi e importanti, un tax credit molto forte e molte regioni che si sono dotate di fondi per attrarre produzioni straniere che sono cumulabili a quelli governativi, per cui al momento l’Italia è uno dei paesi più appetibili in Europa per attirare produzioni straniere. Su queste tre linee cerchiamo di portare la nostra industria in giro per il mondo e attrare gli stranieri da noi.


Inoltre, ultimamente, abbiamo realizzato un progetto che si chiama Italian Screens che nasce su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), di Cinecittà per la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura (DGCA-MiC) e dell’Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello. Questo progetto consiste nel portare i film dell’ultimo anno in giro per il mondo, utilizzando tutte le Ambasciate, i Consolati e gli Istituti di Cultura come delle vere e proprie antenne. Organizziamo degli eventi in sale commerciali con un pubblico che paga il biglietto e viene a vedersi il film in sala, ma anche appuntamenti insieme con le Ambasciate, che danno un tono di ufficialità maggiore rispetto a quello di una settimana culturale organizzata in maniera più estemporanea. Allo stesso tempo, coinvolgiamo i distributori locali ai quali poi facciamo vedere il film italiano in sala con un pubblico che solitamente - per fortuna - lo apprezza e, a quel punto, diventa anche un'occasione per presentare i contributi disponibili per l'acquisto di film italiani. Abbiamo così unito la promozione culturale a quella commerciale. Le Ambasciate e tutte le nostre rappresentanze sono molto contente di collaborare perché hanno un prodotto nuovo, di cui loro stessi possono andare fieri, hanno la possibilità di organizzare un evento di promozione italiana che però, ripeto, ha anche una valenza molto, molto importante dal punto di vista commerciale. I risultati sono positivi perché negli ultimi anni si è più che raddoppiata la presenza dell’audiovisivo italiano in giro per il mondo.


Quali sono i supporti e gli incentivi disponibili per i film italiani all’estero?

Negli ultimi quattro anni il Ministero della Cultura ha fatto uno sforzo molto, molto importante per cercare di razionalizzare le risorse disponibili per l'internazionalizzazione della nostra industria e anche di mettere in campo nuovi strumenti. È stato fatto un lavoro di raccordo con l’ICE che, già da anni, organizzava per conto proprio tutta una serie di attività nel mondo. È stato fatto un tavolo di coordinamento, anche alla luce della Legge Franceschini che prevede in capo al Ministero della Cultura la responsabilità dell'internazionalizzazione dell’industria audiovisiva. Una volta raccolta questa panoramica di risorse, si è deciso, in accordo con ICE, di destinare tutti i Fondi strutturali che ICE stessa utilizzava per la produzione per creare delle iniziative in loco nei principali Festival e mercati. Quindi, grazie alle presenze dei finanziamenti di ICE, noi acquistiamo gli spazi espositivi, al Festival di Cannes, al Festival di Berlino, all'American Film Market, mentre si sono concentrati i fondi del Ministero della Cultura per supportare e aiutare la presenza delle imprese sul territorio. Ci siamo organizzati in modo da avere garantita una presenza come stand in tutti i principali mercati del mondo, stand frequentati da operatori italiani, grazie ai supporti dei vari fondi messi a disposizione del Ministero della Cultura. È stato fatto un fondo specifico a copertura delle spese sostenute dai distributori, i produttori possono usufruire di un fondo che copre fino all’80% delle spese che fanno per partecipare alle missioni organizzate nei vari mercati, Festival o anche missioni esplorative. È inoltre stato costituito un fondo che supporta le coproduzioni minoritarie e che permette ai produttori italiani di entrare in collaborazione con progetti molto importanti di produttori stranieri. Questo fondo è arrivato a una dotazione di sei milioni di euro e ha permesso, negli ultimi anni, ai nostri produttori di fare coproduzione in progetti estremamente importanti. E poi il terzo contributo è quello che veramente ha permesso al nostro cinema di essere presente in tutte le sale: il Film Distribution Fund. Il fondo ha una dotazione di 2.100.000 euro all'anno e rimborsa i distributori stranieri, che comprano i nostri film e li portano in sala, assegnando fino a 50.000 euro per la distribuzione in sala e 15.000 per la distribuzione sulle piattaforme. 

Devo dire che il Ministero ha fatto uno sforzo estremamente importante e la cosa buona è che non sono dei fondi stabiliti e congelati, ma c'è una costante azione di monitoraggio su questa attività e si è pronti, ovviamente, qualora nel corso dell'anno ci si renda conto che le risorse si esauriscono, a rimpinguarli, quindi non sono dei fondi statici o congelati, ma si adattano alle esigenze degli operatori e delle variazioni di mercato.

Venezia 80: Italian Pavilion - Roberto Stabile e Victor Tsang

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