Venezia 82, Jude Law arriva al Lido nei panni di Putin: “Il mago del Cremlino” di Olivier Assayas accende la Mostra tra storia, politica e potere

Ph © Michele Illuzzi
Il Lido di Venezia si è trasformato ancora una volta in un crocevia di cinema internazionale, politica, storia e grandi interpretazioni. Il protagonista della giornata è stato Jude Law, arrivato alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per presentare “Il mago del Cremlino”, il nuovo film di Olivier Assayas, una delle opere più attese della selezione veneziana.
L’attore britannico ha conquistato il festival con una delle sfide più complesse della sua carriera: interpretare Vladimir Putin in un racconto ambientato nel cuore della macchina del potere russo contemporaneo. Un ruolo delicato, costruito su trasformazione fisica, studio del personaggio e ricerca interpretativa, che ha attirato immediatamente l’attenzione della stampa internazionale.
La giornata veneziana di Jude Law è iniziata con il tradizionale photocall mattutino, momento più intimo e istituzionale rispetto al glamour della sera. Sullo sfondo della laguna, l’attore è apparso insieme al regista Olivier Assayas e al resto del cast, davanti agli obiettivi dei fotografi. Un appuntamento che ha raccontato il lato più cinematografico della Mostra: quello fatto di incontri con la stampa, sguardi tra gli interpreti e anticipazioni prima della grande passerella serale.
Accanto a Jude Law, al photocall erano presenti gli altri protagonisti del film, a partire da Paul Dano, chiamato a interpretare una figura centrale nel racconto del film, e Alicia Vikander, volto di grande eleganza e intensità del cinema internazionale. Nel cast anche Tom Sturridge, interprete capace di muoversi tra cinema e teatro con grande versatilità.
“Il mago del Cremlino” porta sul grande schermo l’adattamento del romanzo di Giuliano da Empoli, ambientato nei corridoi invisibili del potere e ispirato alla figura di Vadim Baranov, personaggio che rappresenta il rapporto tra comunicazione politica, propaganda e costruzione del consenso. Assayas sceglie una prospettiva complessa, lontana dal semplice ritratto biografico, per raccontare i meccanismi attraverso cui il potere contemporaneo costruisce la propria immagine.
Al centro del film c’è proprio il rapporto tra il potere istituzionale e chi contribuisce a modellarne il racconto pubblico. Jude Law interpreta un Vladimir Putin visto attraverso una lente cinematografica, un personaggio che diventa parte di una riflessione più ampia sulla leadership, sull’influenza mediatica e sulle strategie invisibili che governano la politica moderna.
Il regista Olivier Assayas, autore di opere come Personal Shopper e Sils Maria, porta a Venezia un cinema elegante e rigoroso, interessato non soltanto agli eventi storici ma soprattutto alle persone che si muovono dietro le quinte. Il suo sguardo privilegia le ambiguità, i conflitti morali e le zone grigie del potere.
Dopo il photocall del mattino, l’attesa si è spostata sul red carpet serale, uno degli appuntamenti più fotografati della Mostra. Jude Law ha attraversato il tappeto rosso accompagnato dal cast e dal regista, accolto dagli applausi del pubblico e da una lunga schiera di fotografi. L’attore, elegante e concentrato, ha incarnato il fascino della grande star internazionale, ma anche il peso di un ruolo destinato inevitabilmente a far discutere.
La première veneziana ha avuto il sapore dei grandi eventi cinematografici: flash, abiti da gala, star internazionali e un film capace di portare sullo schermo temi di grande attualità. La presenza di Jude Law ha rappresentato uno dei momenti più importanti della Mostra 2025, confermando ancora una volta il ruolo del Lido come luogo privilegiato per il confronto tra cinema e contemporaneità.
Per l’attore britannico, già protagonista di una carriera segnata da ruoli molto diversi tra loro, “Il mago del Cremlino” rappresenta una nuova sfida interpretativa. Dopo aver dato volto a personaggi storici, letterari e contemporanei, Law si misura con una figura politica estremamente complessa, affidandosi alla direzione di un autore come Assayas, da sempre interessato ai rapporti tra individuo, società e potere.
La giornata veneziana si è chiusa con le immagini del red carpet: Jude Law sotto i riflettori, il cast riunito davanti al Palazzo del Cinema e Olivier Assayas pronto a presentare al pubblico internazionale una delle opere più controverse e ambiziose della Mostra.
A Venezia 82 il cinema torna così a interrogarsi sul presente. “Il mago del Cremlino” arriva sulla laguna come un film di attori, atmosfere e idee, capace di trasformare la storia recente in materia cinematografica e di affidare a una grande star come Jude Law il compito di attraversare il volto più enigmatico del potere contemporaneo.
Stefania Veneri
Ph © Michele Illuzzi

































