Venezia 82, “Jay Kelly” sbarca al Lido: Noah Baumbach racconta Hollywood tra nostalgia e identità con Adam Sandler, Laura Dern e un cast stellare

Ph © Michele Illuzzi
Sul Lido arriva uno dei titoli più attesi della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il 28 agosto 2025 il cinema americano ha acceso i riflettori sul Concorso con “Jay Kelly”, il nuovo film di Noah Baumbach, autore amatissimo per il suo modo di raccontare le fragilità dell’animo umano, le relazioni e le contraddizioni della vita contemporanea. A Venezia è arrivata la squadra creativa del film, pronta a presentare un’opera che guarda dentro il cuore dell’industria cinematografica e alle inquietudini di chi vive sotto la luce dei riflettori.
Ad accompagnare il regista sulla passerella veneziana sono stati Adam Sandler, Billy Crudup e Laura Dern, insieme a un cast internazionale che comprende anche Riley Keough, Emily Mortimer e Alba Rohrwacher. Una presenza corale che ha trasformato il photocall e gli appuntamenti ufficiali della Mostra in uno dei momenti più osservati della giornata veneziana.
Grande attesa, naturalmente, era concentrata sul nome di George Clooney, protagonista del film, che però non ha preso parte agli eventi al Lido. La sua assenza non ha comunque ridotto l’interesse intorno al progetto, che continua a rappresentare uno degli appuntamenti più prestigiosi del programma della Mostra.
Sul red carpet veneziano, Baumbach e il suo cast hanno portato l’eleganza tipica delle grandi produzioni hollywoodiane d’autore: niente eccessi, ma una presenza raffinata, fatta di sorrisi, incontri con la stampa e quell’atmosfera sospesa che solo il festival della laguna riesce a creare. Tra fotografi e applausi, il gruppo ha raccontato un film che sembra interrogarsi proprio sul significato della fama, del successo e del tempo che passa.
Al centro di “Jay Kelly” c’è infatti il percorso di una star del cinema chiamata a fare i conti con la propria immagine pubblica e con le domande lasciate in sospeso dalla propria carriera. Un viaggio personale e professionale che diventa anche una riflessione sul mondo dello spettacolo, sulle sue promesse e sulle sue illusioni. Baumbach osserva Hollywood dall’interno, mettendo in scena non solo il fascino della celebrità, ma anche il peso emotivo che può nascondersi dietro una vita costruita davanti agli occhi del pubblico.
Adam Sandler, sempre più distante dalle sole commedie che hanno segnato una parte importante della sua carriera, veste ancora una volta i panni di un personaggio complesso, capace di muoversi tra ironia e malinconia. Il suo percorso artistico degli ultimi anni lo ha portato verso ruoli più intensi, confermando una maturità interpretativa che trova in “Jay Kelly” un nuovo terreno di esplorazione.
Accanto a lui, Billy Crudup porta sullo schermo la sua eleganza interpretativa e quella capacità di trasformare ogni personaggio in una figura ricca di sfumature. Laura Dern, icona del cinema americano contemporaneo, aggiunge al film una presenza magnetica, mentre Riley Keough contribuisce a rafforzare il ritratto di un universo umano complesso, popolato da legami, ricordi e trasformazioni.
A completare il mosaico del film ci sono Emily Mortimer e Alba Rohrwacher, due interpreti capaci di attraversare registri diversi e di aggiungere profondità a una storia che sembra muoversi continuamente tra realtà e finzione. La presenza dell’attrice italiana sul set sottolinea inoltre il dialogo internazionale del progetto, in sintonia con lo spirito della Mostra di Venezia, da sempre luogo d’incontro tra cinematografie differenti.
Il photocall del 28 agosto ha restituito l’immagine di una squadra affiatata, guidata dallo sguardo di Baumbach e sostenuta da un ensemble di attori di grande prestigio. Il regista, già autore di film come “Storia di un matrimonio”, torna così a esplorare il territorio a lui più congeniale: quello delle emozioni nascoste dietro le convenzioni sociali, dei personaggi che cercano un nuovo equilibrio e delle relazioni che definiscono una vita.
“Jay Kelly” arriva al Lido come un film sul cinema e, allo stesso tempo, oltre il cinema. Una storia che utilizza il mondo hollywoodiano come specchio per parlare di identità, memoria e del bisogno universale di capire chi siamo quando il pubblico smette di guardarci.
La 82ª Mostra di Venezia accoglie così una delle sue prime grandi passerelle internazionali: un incontro tra autori, star e interpreti che conferma ancora una volta il ruolo del festival come vetrina privilegiata per il cinema contemporaneo. E mentre i flash immortalano Baumbach e il suo cast, resta l’impressione di un film destinato a far discutere: un ritratto intimo e sofisticato dell’industria dei sogni, raccontata da chi quei sogni li ha vissuti davvero.
Stefania Veneri
Ph © Michele Illuzzi
























