Venezia 82: il cinema mondiale celebra i suoi protagonisti nella serata dei grandi premi

Le luci del Palazzo del Cinema si sono abbassate per l'ultima volta, i flash hanno illuminato il tappeto rosso finale e il Lido ha salutato un'edizione destinata a lasciare il segno. Dopo undici giorni di anteprime mondiali, incontri con gli autori e interminabili discussioni tra critica e addetti ai lavori, la 82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ha incoronato i film che hanno saputo conquistare la giuria e raccontare il presente con uno sguardo personale.
La serata conclusiva ha avuto il sapore delle grandi occasioni. Registi, attori e produttori sono tornati davanti ai fotografi per un'ultima passerella, consapevoli che il verdetto finale avrebbe chiuso un festival ricco di opere molto diverse tra loro ma accomunate dalla volontà di sperimentare nuovi linguaggi e affrontare temi contemporanei.
A conquistare il riconoscimento più prestigioso è stato "Father Mother Sister Brother" di Jim Jarmusch, premiato con il Leone d'Oro. Il regista americano ha convinto la giuria con un racconto costruito su tre storie che intrecciano legami familiari, distanze emotive e possibilità di riconciliazione. Un'opera delicata, fatta di silenzi, piccoli gesti e interpretazioni misurate, che conferma ancora una volta la capacità di Jarmusch di osservare l'animo umano senza artifici.
Il Leone d'Argento – Gran Premio della Giuria è stato assegnato a "The Voice of Hind Rajab" della regista Kaouther Ben Hania, un film che affronta con grande intensità una vicenda profondamente legata alla cronaca e ai conflitti del nostro tempo. La scelta della giuria ha premiato un'opera che unisce forza narrativa e impegno civile, dimostrando come il cinema possa ancora essere uno strumento di testimonianza.
Grande entusiasmo anche per Benny Safdie, vincitore del Leone d'Argento per la Miglior Regia grazie a "The Smashing Machine". Il regista americano firma un film asciutto e potente dedicato alla figura del campione di arti marziali miste Mark Kerr, trasformando un racconto sportivo in una riflessione sulla fragilità, sul dolore e sul prezzo del successo. Il riconoscimento consacra definitivamente Safdie tra gli autori più interessanti del panorama internazionale.
L'Italia ha trovato il suo momento più emozionante con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, assegnata a Toni Servillo per "La Grazia" di Paolo Sorrentino. L'attore ha regalato una prova di grande intensità, costruita con la consueta eleganza espressiva che da anni lo rende uno dei volti più autorevoli del cinema europeo. Il premio rappresenta un ulteriore riconoscimento a un interprete che continua a reinventarsi senza perdere la propria identità artistica.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata all'attrice cinese Xin Zhilei, protagonista di "The Sun Rises on Us All", premiata per un'interpretazione intensa e ricca di sfumature emotive che ha saputo conquistare critica e giuria.
Tra i riconoscimenti più significativi figura anche il Premio Speciale della Giuria, assegnato a "Sotto le nuvole" di Gianfranco Rosi. Ancora una volta il regista italiano è stato premiato per la sua capacità di osservare la realtà con uno sguardo essenziale, trasformando il cinema in uno spazio di ascolto e riflessione.
Il premio per la Migliore Sceneggiatura ha valorizzato il lavoro di Valérie Donzelli e Gilles Marchand per "À pied d'œuvre", mentre il Premio Marcello Mastroianni, dedicato agli interpreti emergenti, è stato assegnato alla giovane attrice Luna Wedler, tra le rivelazioni di questa edizione.
La cerimonia conclusiva ha rappresentato anche l'occasione per ripercorrere un festival che ha riportato al Lido alcuni dei più importanti protagonisti del cinema internazionale. Nel corso della Mostra si sono alternati sul red carpet Julia Roberts, al suo debutto veneziano, Cate Blanchett, Emma Stone, Dwayne Johnson, Jude Law, Amanda Seyfried, Adam Sandler e numerosi altri interpreti che hanno contribuito a trasformare Venezia in un punto d'incontro tra cinema d'autore e grandi produzioni internazionali.
L'edizione 2025 ha mostrato una particolare attenzione ai temi della memoria, dell'identità, dei rapporti familiari, della politica e delle trasformazioni sociali, dimostrando come il cinema contemporaneo continui a interrogarsi sul presente attraverso linguaggi molto diversi tra loro. Accanto ai grandi nomi hanno trovato spazio anche nuovi autori e cinematografie emergenti, confermando la vocazione internazionale della Mostra.
Con la consegna degli ultimi Leoni si chiude così un'altra pagina della storia del festival veneziano. Le opere premiate iniziano ora il loro percorso verso le sale cinematografiche e la stagione dei grandi riconoscimenti internazionali, mentre il Lido torna lentamente al silenzio dopo giorni vissuti tra applausi, conferenze stampa e première mondiali.
La 82ª Mostra del Cinema di Venezia lascia in eredità un messaggio chiaro: il cinema continua a essere il luogo privilegiato dove raccontare il nostro tempo attraverso storie capaci di emozionare, provocare e far riflettere. Ed è proprio questa capacità di guardare oltre l'attualità, senza rinunciare alla forza dello spettacolo, che rende il Leone di Venezia uno dei premi più ambiti e prestigiosi del panorama cinematografico mondiale.
Stefania Veneri


















